Terra Santa Crociata

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La Terrasanta crociata

Un itinerario di viaggio e pellegrinaggio in Terrasanta può essere imbastito sul periodo crociato: il filo della presenza crociata in Terrasanta e dell’epoca del Regno latino fornisce un interessante orizzonte spirituale, storico e architettonico.

Acri o San Giovanni d’Acco, il punto di arrivo di pellegrini e guerrieri, era il luogo in cui confluiva il commercio tra l’Occidente e Oriente tanto che Veneziani, Pisani e Genovesi avevano qui i loro quartieri. Anche le riunioni e le assemblee più importanti sono avvenute tra le sue mura (una tra tutte quella del 1148 alla quale parteciparono l’imperatore Corrado, Luigi VII e Baldovino III, re di Gerusalemme, per decidere la spedizione contro Damasco). Nel 1187, subito dopo la battaglia ai Corni di Hattin, dove Saladino sconfisse i Crociati, la città si arrese: Saladino, invece di distruggere tutto come era usanza, fa chiamare dall’Egitto l’emiro, esperto ingegnere, che utilizza le fortificazioni esistenti migliorando gli accorgimenti difensivi contro i quali per lungo tempo faranno invano urto gli assedianti crociati nel tentativo di riconquistare la città. Si possono visitare la Sala dei Cavalieri, gli ambienti sotterranei della cittadella degli Ospitalieri, la Porta principale detta Dominae Nostrae, resti delle mura della cerchia interna, resti del quartiere genovese, il Khan del quartiere veneziano e quello del quartiere pisano, i resti delle mura e della torre dl guardia del porto, il molo principale, i resti del faro, la torre di guardia dei quartiere veneziani, le Mura dell’arsenale, le Mura crociate utilizzate nella ricostruzione ottomana, i resti di una sala del quartiere dei Templari, ora fondazione della chiesa dl San Giorgio.

 

In Galilea ci sono castelli e fortificazioni che testimoniano la presenza crociata: Safed, Chateau Neuf (Hunin) e Belvoir (Coquet), oltre a fortificazioni minori come Le Chastellet, Sepphoris, lo stesso Monte Tabor e Bessan Scytopolis.  Tuttavia il centro operativo dei Crociati era costituito dal castello di Montfort, esempio più cospicuo dei nuovi orientamenti costruttivi al servizio della tecnica militare, il cui assetto definitivo risale al 1223 quando divenne sede del quartier generale dell’ordine teutonico: sui tre lati più esposti la cortina protettiva è doppia, dando l’impressione di una rocca che presidia una delle valli più impervie dell’alta Galilea, da cui si controllavano, con i castelli minori di Chateau du Roi Judin, tutte le possibili strade che potessero essere utilizzate per penetrare direttamente nel territorio di Acri. I crociati si preoccuparono di fortificare gli approdi del mare; ecco allora, sulle rive del Mediterraneo, oltre ad Acco, più a sud Cesarea Marittima ed Ascalona con i resti di fortificazioni, torri e chiese.

 

Anche a Nazareth troviamo segni della presenza crociata: la sinagoga, dove si fa memoria della lettura da parte di Gesù del brano del Profeta Isaia, è una struttura crociata; la grande attuale basilica dell’Annunciazione ricalca il perimetro della chiesa crociata della quale si vedono bene i resti; 5 meravigliosi capitelli di epoca crociata si ammirano nel Museo francescano.

Scendendo verso la Giudea, in Samaria, precisamente a Sebaste, l’antica capitale della regione, si ammirano i resti della cattedrale di San Giovanni Battista, ora moschea, dove si venera la tomba del Precursore del Signore.

 

A Gerusalemme, sulla spianata del monte del Tempio, si trovano segni tangibili del periodo crociato, come le modifiche apportate alla moschea Alaqsa: è qui che si trovava il palazzo del re Latino di Gerusalemme. Alla Porta di Giaffa si visita la cosiddetta Torre di David, una fortezza che i Crociati trovarono al loro arrivo e alla quale dettero tale nome pensando fosse in origine il palazzo del re David. La basilica stessa del Santo Sepolcro nella attuale struttura (che segue l’originario impianto romano-costantiniano) è esempio della presenza e dell’arte crociate. Il cenacolo è una splendida sala crociata, unica parte restante di una basilica poi distrutta dalle invasioni arabe. Anche la Tomba di Maria è collocata all’interno di una struttura crociata nella quale si trovavano le tombe dei sovrani del Regno Latino. Splendida la chiesa di Sant’Anna, costruita nei pressi della Piscina di Betesda e che gli arabi non distrussero.

 

A Betlemme il segno più marcato della presenza crociata sono, nella basilica della Natività, i restaurati splendidi mosaici che la rivestono.

Ad Abu Gosh, l’Emmaus dei Crociati, troviamo la bellissima abbazia dedicata a Santa Maria della Resurrezione.

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